Mi sono sempre posto il dubbio sull’effettiva legittimità che ognuno di noi ha nel giudicare un'altra persona.
Ai fini pratici però, questo dubbio non mi ha mai condizionato e sono sempre stato tra i primi a dire la sua su qualsiasi questione.
Negli ultimi mesi qualcosa in me è cambiato e con il passare del tempo sono sempre più restio nell’esprimere giudizi riguardo determinati atteggiamenti delle persone con le quali ho modo di interagire (in modo diretto e non).
Non è che io non abbia più delle opinioni riguardo ciò che mi succede intorno, bensì è che queste opinioni sono minate alle fondamenta da una dubbio non più trascurabile.
Infatti potrebbe essere semplice giudicare l’operato di un allenatore che ha messo un giocatore piuttosto che un altro, o quello di un uomo che ha tradito sua moglie, o quello di una persona che non ha rispettato una promessa,….
È molto facile dire “Ha sbagliato! Se avrebbe fatto così, sarebbe andata colà!”
Prendendo ad esempio l’allenatore che schiera una formazione piuttosto che un’altra, bisogna tener presente che il mister è a conoscenza di elementi interni alla squadra sconosciuti ai più, che ha un proprio sistema di ragionare e che ha degli impulsi interiori (spesso inconsci) che ne condizionano le scelte.
Questi 3 elementi sono sempre presenti in qualsiasi altra situazione fonte di giudizio altrui.
È proprio per questo motivo, che nel momento in cui si giudicano le azioni di una persona, non si possono avere degli elementi che hanno condizionato le azioni stesse in modo determinante.
Sento sempre più frequentemente persone che giudicano in modo univoco tutti coloro che fanno una determinata cosa.
Ad esempio chi guarda determinate trasmissioni tv, chi va a delle specifiche manifestazioni, chi ha un determinato atteggiamento sociale…., viene sistematicamente crocifisso senza attenuanti.
Succede anche il contrario con chi si mostra generoso davanti a tutti, chi favorisce conoscenti ad entrare nel mondo del lavoro (attività illegale), chi si reca spesso in Chiesa…
Trovo estremamente superficiale questo atteggiamento, proprio per il fatto che ci sono troppi elementi mancanti per chi giudica. Credo anche, che il miglior indice di “intelligenza” al mondo consista proprio nell’ascoltare le opinioni o i giudizi che esprimono le varie persone.
Questa riflessione non ha come obiettivo quello di tappare la bocca alle persone che giudicano, ma solo quello di far ragionare queste persone sul fatto che i loro giudizi si basano su congetture, aventi spesso delle basi molto ristrette. Proprio per questa ragione, non si dovrebbe mai giudicare in maniera troppo netta, senza dar possibilità di replica al diretto interessato.
Mentre ieri ero a letto, mi è soggiunta a riguardo una massima dotata anche di una certa poeticità. Nell’alzarmi per annotarla, ho riflettuto in quale argomento la potevo inserire e ciò mi ha fatto dimenticare la massima stessa. È per questo che vi lascio con il semplice succo di quell’inattesa illuminazione:
“Se si fa una previsione prendendo in esame solo il 30% delle variabili strutturali; si ha la stessa probabilità di indovinare che se si dà un
giudizio su una persona che si conosce da una vita”
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1 commento:
Bravo!!!
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